Neri Di Volo, Joint Assistance to Support Projects in European Regions (JASPERS) - Advisory services (Hub)

La storia di Joint Assistance to Support Projects in European Regions (JASPERS). JASPERS è un partenariato di assistenza tecnica fondato nel 2007 da Commissione Europea, Banca Europea per gli Investimenti e Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo per supportare gli Stati membri nella preparazione di progetti e nel reperire più rapidamente i fondi. Negli anni JASPERS ha esteso le proprie competenze alle operazioni sui fondi strutturali; di recente, in seguito a un accordo con Direzione Generale Mobilità e Trasporto della CE, è stato coinvolto nei progetti per i fondi Connecting Europe Facility (CEF) e le call for blending. Un allargamento di compiti che fa leva sull’esperienza maturata nell’ambito dei trasporti da JASPERS, che mantiene un approccio pratico; i suoi servizi sono privi di costo, poiché rientrano nell’’offerta BEI’. La creazione di un Advisory Hub mette a sistema queste competenze per la definizione di progetti, che può supportare in tutte le fasi, dalla preparazione al financing.

I compiti di JASPERS. JASPERS migliora il conseguimento e l’uso di fondi europei, evitando errori del passato (per esempio nei casi in cui si è ottenuta la copertura dei costi, ma si sono trascurate operation e maintenance). JASPERS ha sviluppato un focus anche sul ‘dopo’, per massimizzare l’impatto positivo di un progetto, migliorare la sostenibilità del sistema, favorire iniziative capaci di generare un impatto forte dal punto di vista socio-economico e dotate del migliore Business Case, cioè della migliore rendita finanziaria possibile.

Il completamento delle reti TEN. Oltre a essere un obiettivo, il completamento delle reti TEN è uno stimolo per ulteriori investimenti in altri progetti. Punto di partenza è un piano di settore nazionale che copra i requisiti indicati dalle istituzioni e sia complementare ai piani di settore locali, regionali, per dare vita a un lavoro di sinergia, non di conflitto.

I piani per lo sviluppo. Un buon piano deve consegnare diversi output: aspetti istituzionali e organizzativi, progetti e interventi complementari per il funzionamento in termini di redditività economico-finanziaria. Se questo avviene la redditività è garantita, perché il progetto è parte di un processo olistico che ne massimizzerà i risultati positivi e ridurrà i tempi di sviluppo di piani di fattibilità, che dovranno definire l’allineamento del progetto, guidare le scelte progettuali di dettaglio, valutare l’impatto ambientale e l’implementazione.

Il coinvolgimento di privati. L’uso di strumenti innovativi che vedono l’ingresso del privato offre al sistema un occhio imparziale, esterno che può evitare il sovrainvestimento che ha caratterizzato spesso i progetti pubblici e permettere uno snellimento delle procedure. Il privato inoltre riesce a individuare e gestire in maniera più efficiente i rischi di implementazione e gestione.

La chiave dello sviluppo secondo JASPERS. La chiave è partire da buoni progetti, cioè da un approccio olistico e cooperativo, basato su una strategia a medio-lungo termine, in cui gli esperti di finanza lavorano insieme agli esperti sistemici e istituzionali.