Herald Ruijters, Acting Director – DG MOVE, CE - ​Lo scenario europeo per le politiche di Trasporto

Il punto di vista europeo sull’Italia. La Commissione Europea riconosce il lavoro svolto da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RAM per rendere l’Italia partner dello sviluppo delle reti TEN-T e della politica comunitaria per il trasporto. Allo stesso modo, la Commissione Europea ha accolto con soddisfazione e supporta la riforma avviata e invita a concentrare gli sforzi per realizzarla, dato che gli investimenti per connettere l’Italia all’Europa in modo efficiente sono cruciali. La CE supporta anche il Piano di investimenti a integrazione del Piano per il trasporto ferroviario, pubblicato da Rete Ferroviaria Italiana.

L’interconnessione. Primo punto su cui l’Italia deve lavorare è l’interconnessione tra porti e ferrovia, connessione che deve essere di qualità ed efficiente. Non si deve guardare solo ai porti, ma anche agli interporti, dove sia possibile gestire la crescita dei volumi di traffico prevista. In questo modo l’Italia potrà trarre vantaggio dalla propria collocazione al centro del Mediterraneo, sviluppando i collegamenti con Africa, il vicino Medio Oriente, il Mar Nero.

Il lavoro su Single Window e incentivi. Portando avanti la visione di RAM e del Presidente Cancian, l’Italia deve rafforzare i collegamenti con Africa, Medio Oriente e Mar Nero. Insieme a questo – ed è il secondo punto operativo rilevato dalla CE – occorre continuare il lavoro fatto con i porti per una Single Window e per l’istituzione di incentivi per l’intermodalità, sul modello dell’Ecobonus. Questi strumenti permetteranno di rendere effettivi i principi di interoperabilità e intermodalità. Temi cruciali per lo sviluppo delle Autostrade del Mare, su cui interverrà Brian Simpson l’anno prossimo con il Motorways of the Sea (MoS) Detailed Implementation Plan.

La sostenibilità. Il sistema deve proseguire il lavoro per lo sviluppo di una rete nazionale di LNG e per la produzione e utilizzo di forme di energie alternative, come richiesto dalle normative a livello comunitario. 

I finanziamenti. I fondi per il settore oggi sono adeguati: fra gli altri si citano i Connecting Europe Facility (CEF), European Fund for Strategic Investments (EFSI), il programma Horizon 2020; in più, si ha lo strumento finanziario del blending. Nel 2017 la CE farà una revisione di metà periodo sull’uso dei fondi e quelli non utilizzati andranno persi. Un obiettivo che rende ancora più importante – anzi, da supportare – l’attività di RAM, tanto più che si sta iniziando a programmare il prossimo periodo di finanziamenti 2021-2027. Un approccio cooperativo con gli operatori sarà adottato per i progetti più ampi, per cui la CE ha in piano di adottare Decisioni di esecuzione insieme ai suoi partner – Italia-Austria, Italia-Francia, Italia-Slovenia, tramite processi across-borders – così da fornire all’Italia, tramite il prossimo bando CEF, fondi atti a finalizzare progetti per il mercato interno e collegare la Penisola con l’Europa, nel migliore modo possibile.