Enrico Pujia, Direttore Generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali e il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, MIT - I principali aspetti della Riforma e del Piano di Investimento Portuali

La riforma della portualità. Il settore aspettava da tanti anni una riforma degli aspetti portuali: dopo diverse proposte andate ‘a vuoto’, con la riforma è stato fatto tanto in tempi brevi, grazie all’impegno dell’attuale Ministro. Una nuova governance, ma non solo: la riforma è rivoluzionaria perché offre agli operatori l’opportunità di rendere il settore competitivo operando secondo una visione strategica a livello nazionale che recupera un gap maturato in passato. Secondo la volontà del Ministro le direttive comunitarie sono state il punto di partenza per lo sviluppo delle strategie per il sistema nazionale.

Una visione integrata. Secondo quanto previsto dall’Allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2015, che mette in rilievo il collegamento strategico tra le scelte di investimento, non si guarda più al singolo porto, ma a un’area di sistema che comprende più porti, interporti, ferrovie, autostrade. Tutto il settore infrastrutturale e trasportistico nazionale si unisce per ‘fare sistema’ ed essere competitivo. La capacità del settore di strutturarsi e di realizzare un sistema intermodale e integrato è la soluzione per superare la difficoltà di competere con scali in cui non sono posti problemi di impatto ambientale e il costo della manodopera è molto basso e restare nelle rotte internazionali.   

Il Documento Pluriennale di Pianificazione (DDP). Il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 288, individua come strumento principale della programmazione il DDP, che comprende opere portuali e logistiche strategiche e prioritarie per snodi sulle reti TEN. Gli interventi sono individuati tramite analisi SWOT i cui dati sono pubblicati, in trasparenza, su Opencantieri.  

La riforma dei porti e il nuovo Codice Appalti. Al Piano Strategico Nazionale della Portualità e la Logistica si affianca il nuovo Codice degli Appalti: questi due documenti sono la prova dell’esistenza di una visione d’insieme sul sistema portuale e logistico; anche il tema degli investimenti portuali si riconduce al quadro strategico complessivo sul Sistema Paese. 

La capacità di ‘fare sistema’. Una relazione della Corte dei Conti europea ha evidenziato come nel nostro Paese i localismi in passato abbiano comportato la dispersione di risorse. Oggi questo deve essere superato grazie alla capacità di fare sistema, che negli scorsi 4 anni grazie all’impegno di MIT e RAM ha permesso di recuperare 100 milioni di euro per il sistema.