Carlo Secchi, Coordinatore europeo e co-autore dell’Action Plan “Making the best use of new financial schemes for European transport infrastructure projects” - Relazione introduttiva

L’Action Plan. È allo studio della DG MOVE – Direzione Generale per Mobilità e Trasporto della Commissione Europea – un Action Plan sull’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili nel contesto attuale, che vede l’ampliamento dei bisogni e la diminuzione delle risorse. L’Action Plan comprende 12 raccomandazioni sulla gestione delle risorse disponibili a livello comunitario.

Il miglioramento della project pipeline. Un pool di progetti di qualità, che comprendano tutte le fasi – dall’investimento, all’attuazione del progetto, a quello che avviene al suo termine – è requisito fondamentale per attrarre investimenti privati, anche associati poi a interventi pubblici in termini di blending. Supporti per realizzarli sono JASPERS, interventi di assistenza tecnica, l’Advisory Hub realizzato in ambito di Banca Europea per gli Investimenti per l’implementazione dell’European Fund for Strategic Investments (EFSI).

La semplificazione del contesto amministrativo. È da migliorare il processo di acquisizione dei fondi e da attuare una semplificazione su appalti, procedure di approvazione, situazioni across borders (da risolvere per realizzare il mercato unico), procedure amministrative e permitting, cui la DG MOVE ha dedicato uno studio con raccomandazioni per la Commissione e gli Stati membri.

Trattamento statistico di Partnership Pubblico-Privato (PPP). In merito al dubbio se le soluzioni PPP entrino o no nel calcolo del debito, il dialogo con Eurostat ha portato a un sistema di regole reso pubblico a fine settembre, chiarendo la situazione per i Governi ed evitando che la carenza di fondi pubblici o l’impossibilità di indebitarsi spingano verso il settore privato.

L’aspetto finanziario. È tempo di allargare le fonti disponibili attraverso la “fantasia” progettuale, approfittando della revisione del sistema di garanzie e di una maggiore appetibilità degli investimenti sottoposti all’attenzione dei potenziali investitori privati, più conciliabili con i requisiti di redditività.

Il blending. Strumento finanziario innovativo, il blending prevede l’utilizzo di più fonti di finanziamento nella definizione di un progetto di investimento, sin dall’inizio. Una direzione verso la quale anche le istituzioni comunitarie spingeranno.