La Corte dei Conti. UE, indagine sui fondi ai porti mediterranei
da "Shippingonline" - 19 maggio 2010

La Corte dei Conti europea sta per avviare un'inchiesta conoscitiva in Italia, Francia, Spagna e Grecia per verificare se i finanziamenti alle infrastrutture accordati da Bruxelles sono stati utilizzati correttamente. La Corte intende sapere se i finanziamenti sono serviti per gli scopi per cui erano stati stanziati e se le opere realizzate sono servite a migliorare il flusso dei traffici. In Italia, gli inviati europei arriveranno il prossimo 25 maggio per due giorni di incontri con i funzionari del ministero dei Trasporti, a cui chiederanno la documentazione relativa al Pon Trasporti 2000-2006, il programma per l'infrastrutturazione di aree "obiettivo 1" nell'Italia meridionale, che ha finanziato ferrovie, strade, aeroporti e porti.

La Corte dei conti è un'istituzione dell'Unione europea con sede a Lussemburgo che verifica la regolarità del bilancio dell'Unione europea, controllando entrate e uscite per poi relazionare agli organi operativi, ossia Parlamento e Consiglio. Oltre a un "audit" annuale, può talvolta decidere di fare monitoraggi su settori specifici come questo sulle infrastrutture di alcuni paesi membri. I tre revisori che arriveranno a Roma, come quelli che opereranno negli altri paesi oggetto dell'indagine, verificheranno nel corso del secondo semestre del 2010 se le nuove infrastrutture finanziate con il denaro europeo sono state realizzate in maniera corretta, se sono già entrate in funzione e quale livello di efficienza hanno raggiunto. Per quanto riguarda i porti italiani, i finanziamenti principali del Pon Trasporti sono arrivati a quelli di Napoli, Catania, Cagliari e Bari.

Le conclusioni dell'inchiesta sono attese per il secondo semestre 2011, quando verrà pubblicato un rapporto speciale con le osservazioni effettuate e eventuali raccomandazioni.

 L'asse 3 del Pon Trasporti era mirato alla riqualificazione degli scali del Sud Italia e alla creazione di infrastrutture per favorire le Autostrade del mare. Su una dotazione complessiva del Programma nazionale di 4,52 miliardi di euro fra 2000 e 2006, distribuiti su 444 progetti, ai porti sono stati destinati 206,5 milioni di euro che sono serviti realizzare 43 progetti. Il Pon è finanziato in parte con denaro nazionale e in parte con denaro europeo. L'obiettivo, su cui si concentrerà l'attenzione dei revisori europei, era quello di favorire lo sviluppo economico del meridione italiano attraverso la creazione di assi e nodi trasportistici scorrevoli e efficienti. In linea con le indicazioni del Libro bianco europeo dei trasporti, varato nel 2001 e che traguardava proprio il 2010, le nuove infrastrutture dovrebbero contribuire ad aumentare la quota del traffico merci non gommato, quindi soprattutto ferroviario e marittimo, a sviluppare l'intermodalità e a ridurre l'impatto ambientale dei trasporti. Una valutazione intermedia del Pon effettuata dal ministero dei Trasporti italiano nel 2007 arrivava a una valutazione in chiaro-scuro, notava che "la portualità meridionale, basata su numerose infrastrutture prevalentemente di piccole dimensioni, si caratterizza soprattutto per il traffico passeggeri e non è ancora riuscita a valorizzare adeguatamente le potenzialità del traffico merci" e concludeva che, sebbene un campione di imprese di trasporto intervistate riconosceva un miglioramento nelle infrastrutture monitorate, ossia i porti di Napoli, Bari e Catania, tuttavia "il Pon Trasporti non è ancora riuscito a rovesciare il sistema delle convenienze che fa preferire alle imprese il ricorso alla modalità stradale nella stragrande maggioranza dei casi" rispetto a ferrovie e autostrade del mare.

Alberto Ghiara