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I Giovani di Confindustria sul futuro del ‘C. Colombo' mentre Burlando ‘chiama' alla proprietà un socio privato.
Lo sviluppo del porto e quello dell'aeroporto, a Genova, sono antitetici o possono integrarsi nell'ambito di una strategia organica e complessiva?Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Genova ha cercato di rispondere a questo quesito organizzando il convegno ‘PortoAreoPorto - Quale porto e quale aeroporto per quale città?'.
L'argomento è stato introdotto da Nicoletta Viziano, presidente del Gruppo Giovani, che ha fatto gli onori di casa coadiuvata dalle relazioni di Marco Ghiglione e Marcello Bocci Prato, membri della Commissione Porto, Infrastrutture e Logistica. Di seguito è poi intervenuto Massimo Soppani, Direttore dell'aeroporto di Verona, scalo comparabile con quello genovese per dimensioni e bacino d'utenza che però - e qua sta la differenza con il Cristoforo Colombo - negli ultimi anni ha fatto registrare tassi di crescita molto significativi.
Dopo l'analisi di questa ‘eccellenza' veneta è toccato a Stefano Costa tirare le somme dello studio realizzato dai giovani imprenditori genovesi, delineando anche le proposte che ne sono scaturite: "Secondo noi serve adesso, per consentire un salto di qualità al nostro aeroporto, un'efficace azione di promozione e marketing territoriale, che dovrebbe essere portata avanti da un ente creato appositamente". Il riferimento è ai porti del Nord Europa, che da tempo dispongono di apposite agenzie per la promozione, "Amburgo - per esempio - ce l'ha dagli anni ‘30".
Ma i rappresentanti di ‘Confindustria junior' affrontano anche il tema, forse un po' più caldo, della proprietà di Aeroporto di Genova Spa: "La nostra opinione - dichiara Marco Ghiglione, a nome di tutto il gruppo - è che dovrebbe entrare un socio industriale che abbia interessi nell'attività dello scalo e che sia quindi disposto a investire garantendo al contempo una gestione efficiente".
Entrare, ovviamente, al posto dell'Autorità Portuale, che ha da tempo annunciato di voler cedere il suo 60%. In prima fila si è già proposta la Camera di Commercio, che su quelle quote ha un'opzione essendo socio di minoranza col 25% (insieme ad Aeroporti di Roma, che detiene invece il 15%). Durante il convegno il Presidente Paolo Oddone non conferma ne smentisce questa ipotesi: "La Camera è stata appena rinnovata e non abbiamo ancora preso decisioni operative, ma certamente i regolamenti ci consentono di esercitare l'opzione che abbiamo sulle quote dell'authority".
Su un eventuale ingresso della CCIA pesa però il parere contrario del Presidente della Regione Claudio Burlando, che ribatte a Oddone: "Con tutto il rispetto per la Camera di Commercio, io spero invece che arrivi un partner privato forte, che sia in grado di rilanciare davvero il Cristoforo Colombo".
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