Traffici marittimi. Genova regge il passo delEuropa
da "Shippingonline" - 4 maggio 2010

Sugli sviluppi di questo 2010, nessuno nel mondo dei porti ha ancora osato sbilanciarsi. I segni della crisi si vedono ancora, ma il primo trimestre ha marcato incrementi più o meno cospicui in tutti i grandi porti europei.

I numeri, in qualche caso, ricordano quelli di due anni fa. Non solo per quanto riguarda la consistenza, ma anche per quello che si può provare nel leggerli in controluce. Così, abbiamo di nuovo crescite a due cifre nei porti del Nord Europa, sviluppi più limitati negli scali del Mediterraneo. Ovunque, a trainare la crescita sono soprattutto le importazioni, mentre l'export rimane più contenuto. Un fattore endemico dei porti europei, che infatti da anni sono attrezzati soprattutto per ricevere merce, più che inoltrarla. Ma che fa riflettere sugli sviluppi del dopo-crisi: l'Oriente che ha già lasciato alle sue spalle la crisi economica, l'Europa di fronte a mille incognite. Il trimestre è passato, e bene. Ma cosa ci sia dietro l'angolo, nessuno lo sa ancora con precisione.

I porti, dunque. A Rotterdam, il più grande scalo europeo, smorzano gli entusiasmi. «Il punto - dice Hans Smiths, l'amministratore delegato dell'Authority - è vedere se riusciamo a recuperare tutto l'otto per cento che abbiamo lasciato per strada lo scorso anno. Se riuscissimo a tornare ai livelli del 2008, per noi sarebbe già un ottimo risultato, considerato che la gente consuma ancora poco». Più ottimisti invece i belgi di Anversa, porto numero due d'Europa, che definiscono il recupero del primo trimestre, specie in ambito container, «sensazionale». In effetti, tra i due "big" europei c'è quasi il pareggio: circa due milioni di teu movimentati nel primo trimestre in entrambi i porti.

Situazione più articolata nel Mediterraneo. Marsiglia è il porto che cresce di più, ma partendo da basi limitate. Lo scalo francese archivia il maggiore incremento in Europa nel traffico container - ma non sono ancora disponibili i dati di Amburgo, terzo gigante del Nord - e avanza di un tre per cento nella movimentazione complessiva in tonnellate. Genova movimenta più merci di Barcellona, e recupera in modo consistente nel settore container (otto per cento). In porto, segnali contrastanti: arrivano nuovi servizi, ma le imprese sono ancora in sofferenza, dai piccoli spedizionieri fino alla Compagnia Unica, che a questi ritmi ha già dichiarato che non riuscirà a recuperare le giornate lavorate perse nel 2009.

Tramontata, con ogni probabilità, l'ipotesi di un'autonomia finanziaria a breve termine, ieri il presidente dell'Authority, Luigi Merlo, ha rilanciato l'ipotesi per un altro tipo di autonoma: ad esempio, più margini sul fronte regolamentare e di coordinazione sugli orari e i controlli doganali, della Guardia di Finanza, della Sanità marittima e dei controlli veterinari. Per poter rendere i flussi della merce più veloci. Ma in attesa del futuro, l'Autorità portuale sta procedendo a rivedere le sue strutture. A partire dal nodo di San Benigno, dove ieri è stato inaugurato un nuovo edificio per gli spedizionieri di varco, per un investimento da 800 mila euro. Coordinato da Spediservices - il braccio operativo di Spediporto - permetterà un lavoro più decoroso per gli spedizionieri di varco (prima lavoravano dentro due container), e garantirà, grazie a un aumento dei varchi, una minore congestione in termini di traffico.

ALBERTO QUARATI