| L'intervista. Nord Adriatico, i porti si presentano a Bruxelles |
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da "Shippingonline" - 28 aprile 2010
Visti dall'Italia, loro hanno sempre giocato un ruolo da spietati outsider. Più economici, più veloci a crescere, gli sloveni del porto di Koper (Capodistria in Italiano) possono ormai contare anni di rapporti burrascosi con i vicini porti italiani - in particolare con Trieste, lontana solo pochi chilometri. Ma dallo scorso anno, qualcosa è cambiato: il patto Napa tra i porti del Nord Adriatico promuove una cooperazione tra Ravenna, Venezia, Trieste e Koper - che intanto ha chiuso il primo trimestre 2010 con un incremento del 30 per cento nel traffico container. Oggi i presidenti di questi porti sono a Bruxelles, per chiedere attenzione alle istituzioni europee, e forse, sotto sotto, per dimostrare che quello del Napa non è un abbraccio fatale. Proprio Gregor Veselko, presidente di Luka Koper, la società che gestisce Capodistria, è alla guida di turno del Napa: «Andremo al Parlamento europeo - spiega Veselko - e parleremo ad associazioni e società di logistica presenti nella capitale Europea. Siamo infatti convinti che Bruxelles non dia il giusto peso alla politica marittima del Mediterraneo, ma soprattutto dell'Adriatico, che è un'alternativa valida alla congestione dei porti del Nord Europa. Però ancora a gennaio proprio al Parlamento europeo Deborah Serracchiani vi accusava di dumping. Poche settimane dopo, è scoppiata la "guerra delle banane con Trieste"... Cosa è cambiato adesso? «C'è una grandissima differenza tra Koper e gli altri membri del Napa. Noi non siamo un'Authority. Siamo una società, la Luka Koper, che ha avuto in concessione il porto di Capodistria. Siamo in Borsa, le nostre finanze sono trasparenti. Tutta l'infrastruttura nel porto, moli compresi, l'abbiamo costruita con i nostri soldi, senza nemmeno un centesimo dallo Stato. Accusarci di dumping? Non è credibile. Ma non è questo il punto. Napa è nata per attirare le merci nell'Adriatico. La sana concorrenza giova a tutti». Il primo ministro sloveno ha dichiarato che farà di tutto per aiutare Capodistria. Voi di cosa avete bisogno oggi? «Del piano regolatore. Che è gia pronto e dovrebbe essere approvato dal governo nei prossimi mesi. Questo documento ci darà la possibilità di aumentare la superfice del porto dagli attuali 269 a 404 ettari. Ma quello che ci preme di più è la costruzione del terzo molo per il nuovo terminal container e le nuove aree per le auto. Non so se lo sa, ma Koper è uno dei maggiori porti nel Mediterraneo per quantità di auto movimentate». Cosa ne pensa del progetto Unicredit per la piattaforma logistica tra Trieste e Monfalcone? «Tutti i progetti di espansione dei porti del Nord Adriatico sono i benvenuti, perché aumentano la nostra comune concorrenzialità verso i porti del Nord. Con questi progetti siamo più credibili negli occhi dei nostri partner. Prima mi chiedeva della concorrenza tra i membri del Napa. Ogni nuova linea marittima nell'Adriatico passa attraverso tutti i nostri porti. Tutti insieme siamo un terzo di Rotterdam, per esempio. Nuove infrastrutture attireranno sicuramente nuove linee dirette e nuova merce. Ma non dimentichiamoci dell'infrastruttura terrestre, soprattutto le ferrovie. Su questo punto ci aspettiamo molto proprio da Bruxelles». ALBERTO QUARATI |
