Nuova Dogana e nuovi operatori?
da "Ship2Shore" - 26 aprile 2010

Ancora parecchie discrasie in materia emergono al convegno Wista di Roma 

Roma - Molto c'è ancora da lavorare per migliorare la produttività delle dogane. Un aiuto può arrivare dall'automazione delle procedure e dalla telematica, ma la parte del leone la deve fare lo Stato che deve investire in strumenti, ma soprattutto creare quel famoso sportello unico che semplifichi le procedure burocratiche relative allo sdoganamento delle merci in entrata e in uscita dall'Italia. Questo, in sintesi, il quadro emerso durante il convegno organizzato a Roma da Wista.Tutto affidato al governo, dunque?
Nell'attesa di uno snellimento delle procedure, il deputato del Popolo della Libertà, Giuseppe Francesco Marinello, ha invitato ed esortato gli addetti ai lavori nel campo doganale a seguire passo passo le norme di legge in fase di creazione nelle commissioni parlamentari, in modo da poter dare suggerimenti e correzioni. "Un gioco di squadra che veda insieme pubblico e privato. Ma voi ci dovete marcare stretto, per farci avere in tempi brevi le vostre proposte. Da parte mia, mi impegno a uniformare e semplificare le norme procedurali".
Che però sono decise a livello comunitario.
Intanto il prossimo appuntamento da non mancare è quello con il 2011, quando sarà obbligatoria la dichiarazione elettronica dell'import, in base al regolamento europeo n. 273/2009 secondo cui tutte le merci dovranno essere accompagnate da una dichiarazione.
"Per quanto riguarda lo sportello unico - ha detto Teresa Alvaro, direttore centrale tecnologie per l'innovazione dell'Agenzia delle Dogane - con regolamento n. 648/2005, il Parlamento europeo ha introdotto il principio dell'unicità dell'operazione doganale. Tuttavia non si trova ancora traccia delle sua attuazione, cosa che fa perdere molta competitività ai nostri porti e alle nostre dogane e, di conseguenza, al sistema Italia dove, in realtà, un modello di sportello unico è già operativo seguendo la norma UE e funziona da settembre 2008".
Ma bisognerà aspettare fino al 2013 per aspettare l'approvazione delle regole di applicazione del codice doganale, con l'obiettivo di effettuare i controlli in ogni paese dell'Unione europea con lo stesso metro .
Quali sono gli scenari correnti del settore doganale?
"Innanzitutto viviamo in un sistema disgregato - dice laconica Roberta Oliaro, vicepresidente Confetra e presidente Spediporto Genova - dove esiste ancora tanta burocrazia con un inutile aggravio di costi. Da parte nostra auspichiamo uno snellimento delle procedure".
Che ci sia ancora molto da fare lo sa anche la World Bank, il cui studio di valutazione sulle performance logistiche di 155 paesi vede l'Italia al 22° posto, ultima fra i paesi a sistema logistico avanzato, dove ancora non è possibile pagare i diritti doganali tramite bonifico bancario e dove la certificazione AEO, di fatto, non funziona visto che nessun operatore che si fregia di questo titolo ha trovato un beneficio pratico da questa cosa.
"Auspico un'applicazione delle regole UE in tutta l'Unione - conclude  Oliaro - in Italia c'è ancora un'interpretazione della legge che varia da dogana a dogana, cosa che mi porta a dire che l'aumento delle procedure telematiche non aiuta del tutto: il deficit è infrastrutturale, nonostante gli sforzi dell'agenzia delle dogane".
E intanto quote di mercato sono andate via dall'Italia...

Andrea Barbieri Carones