Napoli presenta un modello informatico doganale pre-clearing esportabile in tutta Europa
da "Ship2Shore" - 19 aprile 2010

L'Agenzia delle Dogane mostra all'Unione Industriali i vantaggi competitivi dei controlli telematici avviati nello scalo partenopeo, gli imprenditori ne auspicano il coordinamento organizzativo

Al via nel porto di Napoli il progetto ‘Porto in rete' messo a punto dall'Agenzia delle dogane. "Un modello virtuoso" lo definisce Alberto Libeccio, Direttore Interregionale per la Campania e la Calabria "che sfruttando ciò che è offerto dalle norme esistenti, consente di realizzare l'allacciamento del nodo portuale al polo logistico multimodale retroportuale" mettendo insieme in un unico sistema sia le esigenze di controllo della Stato e sia quelle del commercio. "L'abito è cambiato e la parola chiave è informatizzazione" ha continuato il dirigente durante la presentazione ufficiale all'Unione Industriali di Napoli "necessaria a sostenere l'avvio della dogana unica paneuropea che si realizzerà entro il 2013 e che dovrà reggere all'impatto della globalizzazione". In sostanza il progetto pilota nazionale che si sta implementando nel porto di Napoli coordina due concetti: il pre-clearing, cioè lo sdoganamento a mare, con quello della banchina lunga, prevedendo il ‘ponte fisico' del trasporto dedicato shuttle su ferro dei contenitori che, senza costi aggiuntivi sulla merce, viaggeranno in regime di custodia temporanea e saranno rizzati sui carri ‘porta contro porta' per evitare l'assoggettamento ai costi di suggellamento. Un modello ottenuto grazie alla sperimentazione avviata dalla Agenzia delle Dogane di Napoli con la collaborazione degli operatori privati, che sta proseguendo anche su aspetti come il post-clearing e di cui al momento non sono ancora ufficiali i risultati perché il modello è ancora in via di definizione. L'informatica non solo migliora la sostenibilità dei controlli nei nostri porti, ma è un fondamentale ed efficace strumento comunitario di antidumping, impedendo l'allentamento dei controlli che "potrebbe essere strategia per aumentare la competitività di un paese nella crisi, perché il sistema informatico non conosce distrazioni" spiega il Direttore Centrale Tecnologie per l'Innovazione ella Agenzia delle Dogane, Teresa Alvaro. Di qui l'importanza del risultato napoletano, così come di tutte le iniziative telematiche intraprese dall'Agenzia italiana perché si adottino uniformemente in tutti i porti comunitari, considerando anche la crescita della complessità dei controlli, che dal 1°gennaio 2011 subiranno ulteriori cambiamenti per l'introduzione di nuovi adempimenti aggiuntivi per la sicurezza, tra cui quello della dichiarazione sommaria obbligatoria sia per le merci in entrata che in uscita, che in caso di mancata ottemperanza impedirà la partenza della nave. "La telematica consente di trasformare questi vincoli in opportunità, condividendo tra Amministrazioni pubbliche e tra queste ed il settore privato strategie e sistemi che rendano veloci e sicure queste operazioni" continua Alvaro, che non si è limitata a mere enunciazioni ma ha dato la misura delle questioni da risolvere, che si presentano abbastanza consistenti se si tiene conto che in EU avvengono 5,5 dichiarazioni doganali al secondo (per un totale di 100 milioni di dichiarazioni all'anno) ed in Italia 1 ogni 2 secondi (per un totale di 10,5 milioni, di cui 6,4 in export, 3,1 in Import e 1,0 transiti). La Banca Mondiale ha contato fino a 73 documenti emessi da 20 enti diversi per alcune spedizioni, mentre in Italia si può arrivare a 68 documenti emessi da 17 enti. Questi dati rendono bene l'idea dell'urgenza che siano realizzati e coniugati informaticamente quanto prima lo sportello Unico doganale (Single window) con l'unicità dell'operazione doganale (One stop shop). Tuttavia il panorama di buone intenzioni si scontra con la situazione di insufficienza infrastrutturale ed organizzativa che ormai da anni accusano gli imprenditori e gli operatori dei porti italiani. Come ha confermato il Presidente della Commissione doganale Fedespedi e del Consiglio doganalisti di Calabria e Campania, Mimmo De Crescenzo, sapere in anticipo l'esito del controllo delle merci è una grande opportunità, che però viene scontato da problemi organizzativi, nel porto di Napoli costituiti dall'esistenza ancora di un unico varco merci per i camion, ed infrastrutturali. Nel 2009 Rotterdam ha effettuato controlli doganali sullo 0,8% delle merci mentre a Napoli ci si è attestati oltre il 25%. "Questo gap insostenibile deve essere colmato quanto prima con controlli univoci in tutti i porti comunitari - ha ribadito De Crescenzo - tenendo anche conto del fatto che ad ogni partita di merce con origine o destinazione l'Italia che sceglie un porto di un altro paese comunitario corrisponde la perdita secca di quel 25% dei dazi doganali che vanno a quel paese. Anche l'imprenditore Antonio Sticco (Sticco Spedizioni) sottolinea che al momento "è solo la dogana in rete ma non i porti. Non solo c'è una fortissima distorsione della concorrenza in ambito comunitario, ma localmente il collegamento Napoli-Nola di fatto non è mai partito. È necessario armonizzare le singole iniziative con l'organizzazione complessiva, istituendo una conferenza dei servizi con tutti i soggetti coinvolti a vario titolo per la risoluzione dei problemi applicativi". Un concetto ripreso anche da Agostino Gallozzi, Presidente di Confindustria Salerno, nelle sue conclusioni, auspicando che i Comitati portuali imbocchino una strada diversa da quella seguita finora, riprendendo l'idea che in origine aveva presieduto la loro istituzione e cioè che non si limitino a guardare le concessioni ed i Piani triennali, ma lavorino anche sugli aspetti organizzativi recuperando la loro funzione di conferenza dei servizi. "Finora questo mondo è stato troppo ermetico contraddicendo il concetto stesso di scambio commerciale dei traffici marittimi. In particolare il Sud non deve più ragionare in termini di piattaforma logistica, ma deve fare un salto da nodo a snodo di un territorio di interscambio senza frontiere, guardando verso l'oltremare di lungo o di breve percorso". Metodologie sicure per controlli in tempi compatibili sono uno degli adeguamenti indispensabili: "essere sui mercati nei tempi giusti è prioritario" conclude Gallozzi. Giovanna Visco Giovanna Visco